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2021

L'ANNATA

UN’ANNATA ECCELLENTE SOTTO TUTTI I PUNTI DI VISTA

Dopo un inverno freddo e nevoso, il mese di marzo con le sue temperature miti ha fatto da sfondo alla regolare ripresa vegetativa. Ad aprile il ritorno delle temperature rigide, con gelate tardive dagli effetti lievi e circoscritti, non ha intaccato il Nebbiolo, varietà a sviluppo precoce potenzialmente esposta.

L’estate di bel tempo e temperature senza eccessi si è protratta fino alla seconda metà di settembre quando le escursioni termiche significative tra notte e giorno hanno creato le condizioni ideali per la maturazione fenolica ottimale dei Nebbioli da Barbaresco.

Ad inizio ottobre i grappoli presentavano una dotazione polifenolica molto ricca, essenziale per produrre vini strutturati ed equilibrati, destinati a durare nel tempo.

2020

OTTIMA ANNATA, CON VINI IDEALI PER L' INVECCHIAMENTO

L’annata 2020 è iniziata con un inverno senza particolari criticità, caratterizzato da temperature miti e poche precipitazioni, specialmente a carattere nevoso.

La prima parte della primavera è stata relativamente asciutta e soleggiata, garantendo una ripresa vegetativa omogenea.

I mesi di marzo ed aprile sono trascorsi all’insegna del bel tempo e delle temperature miti, con scarse precipitazioni, seguiti da maggio e giugno abbastanza piovosi: questo ha consentito un importante accumulo idrico nel terreno che, unito alle temperature non eccessive dell’estate ha scongiurato fenomeni di stress idrico.

Il Nebbiolo è maturato in condizioni ottimali: le temperature notturne non eccessive hanno portato ad un rapido accumulo di polifenoli; il tenore di zuccheri è stato ottimale, come anche l’acidità, tutto questo grazie alla dotazione idrica abbondante con la quale è iniziata l’estate.

Possiamo affermare di essere di fronte ad un’ottima annata, con vini che presentano le caratteristiche ideali per raggiungere un lungo invecchiamento.

L'ANNATA

2019

L'ANNATA

ANNATA CON TEMPERATURE 
FUORI MEDIA

L’annata 2019 ha avuto inizio con una lunga stagione invernale con poche nevicate e temperature rigide alternate a periodi più miti. Maggiori precipitazioni in primavera hanno fornito le riserve idriche necessarie ad affrontare la stagione estiva. L’estate è iniziata con una fine giugno e inizio luglio caratterizzati da temperature fuori media, che non hanno tuttavia dato segni evidenti nel vino, segno di una grande maturità dei contadini nell’interpretazione del nuovo panorama climatico.

 

Il caldo, divenuto poi più mite, si è protratto fino a fine settembre. Il nebbiolo è stato vendemmiato nella seconda parte del mese di ottobre e i suoi parametri analitici si presentano classici, con un buon tenore zuccherino e un ottimo quadro polifenolico, adatto ad assicurare vini di struttura, ottimo colore e con un grande potenziale di invecchiamento.

La superficie vitata ha raggiunto i 775 ettari e la produzione le 4.915.749 bottiglie, la più elevata di sempre.

2018

LA VENDEMMIA

VENDEMMIA CON PARAMETRI ECCELLENTI

L’anno 2018 si è aperto con un lungo inverno che si è protratto fino a marzo con temperature inferiori alla media. Il germogliamento, anche se un po’ tardivo, è stato uniforme. La primavera è proseguita con precipitazioni frequenti e temperature non elevate.

 

Tra la fine del mese di maggio e l’inizio del mese di giugno vi è stato un periodo caratterizzato da abbondanti piogge, che hanno impegnato molto i viticoltori nella gestione del vigneto. 

Lo sviluppo della stagione estiva è stato graduale ed a partire dalla metà di luglio le temperature si sono alzate sensibilmente, il che, accompagnato da un lungo periodo di bel tempo stabile, ha favorito la maturazione delle uve. Il caldo è continuato per tutto settembre e l’assenza di precipitazioni ha garantito un’ottima sanità del raccolto.

Le gradazioni zuccherine sono aumentate nell’ultimo periodo della stagione così come si è vista un’accelerazione della maturità fenolica, che ha consentito di arrivare a vendemmia con parametri eccellenti.

2017

L'ANNATA

2016

IL VINO

ANNATA  CON ANDAMENTO CLIMATICO EQUILIBRATO

Il Barbaresco 2016 è un vino da conservare. I suoi caratteri sono intensi e coinvolgenti, pieni ed eleganti. Molto ampio il profumo, con le note fruttate e floreali in piena evidenza. Rubino e granato è il colore, ricco e spiccato. Intenso e persistente è il sapore. In sintesi un Barbaresco di grande stoffa, complesso e longevo.

Per quanto riguarda l’andamento climatico l’inverno è iniziato con temperature miti che hanno facilitato l’inizio anticipato del ciclo vegetativo. Il clima dei primi due mesi dell’anno è stato secco e la primavera è stata più fresca del solito, con le piogge concentrate ad aprile e maggio. A partire dalla fine di giugno le temperature sono diventate decisamente più estive con massime superiori ai 30°C, con periodi di caldo interrotti da temporali e riduzione anche decisa delle temperature. A fine estate è prevalso un clima più stabile, proseguito anche nell’autunno, favorendo l’ottima maturazione delle uve.

Il potenziale viticolo del Barbaresco era di 738 ettari e la produzione effettiva è stata di 4.804.880 bottiglie, circa 150mila pezzi in più del 2015.

ANNATA  CHE REGALA VINI DI GRANDE PROSPETTIVA

L’annata 2017 ha avuto inizio con un inverno mite e poco nevoso e una primavera piuttosto calda.

Nel mese di aprile alcune zone della regione di produzione sono state interessate da una grandinata precoce seguita da una gelata e successive piogge. L’estate è stata calda e secca, portando a una vendemmia anticipata. Il clima generalmente asciutto e particolarmente caldo ha stressato la vite e ridotto il potenziale quantitativo dei vigneti con produzioni del 12% inferiori alla media.

Il Barbaresco 2017 risulta particolarmente disponibile e pronto alla beva, con un bel colore tra il rubino e il granato. Al naso un profumo ampio e ricco tra il fruttato e il floreale ma già speziato; al gusto è armonico ed elegante, di bella stoffa e piacevolezza.

L’annata 2017 ci lascia vini di grande prospettiva, a conferma della grande capacità di adattamento dei Nebbioli e della vocazione delle nostre colline.

Il potenziale viticolo del Barbaresco era di 759 ettari vitati e la produzione effettiva è stata di 4.213.585 bottiglie, il 12% in meno dell’anno prima.

2015

IL VINO

2014

IL VINO

RICCO DI PERSONALITA'

Il Barbaresco 2014 sarà senz’altro un vino grande, longevo e ricco di personalità.

In un’Italia settentrionale che nel 2014 ha dovuto convivere con un clima dove le fasi fredde hanno spesso superato quelle calde, anche in piena estate, il Piemonte ha potuto contare su condizioni atmosferiche assai migliori che regaleranno vini di ottima qualità e piacevolezza.

In un contesto regionale già positivo, la zona del Barbaresco segnala una situazione ancora più privilegiata, la più lusinghiera probabilmente di tutto il Nord Italia.

L’inverno è stato mite e la primavera si è sviluppata in modo favorevole, in particolare nelle fasi cruciali della fioritura e dell’allegagione. Sulle colline di Barbaresco, Treiso, Neive e di San Rocco Seno d’Elvio sono caduti oltre 100 millimetri in meno di acqua rispetto al resto del Piemonte.

 A un’estate alterna, con periodi caldi e altri più freschi, è seguito un mese di settembre “impeccabile”, caldo di giorno e fresco di notte, proprio il clima che più predilige un vitigno tardivo come il Nebbiolo.

Alla vendemmia (inizio ottobre 2014), le uve Nebbiolo da Barbaresco hanno conservate intatta la loro integrità: in cantina sono arrivati grappoli belli, sanissimi, giustamente turgidi, attentamente diradati dall’esperienza di un viticoltore che da anni lavora sulla pianta per equilibrare ciò che la natura regala con eccessiva fertilità.

 

Si può dire che il Barbaresco 2014 sarà senza dubbio un vino ricco di personalità, intenso di colore, ampio all’olfatto e con una forte predisposizione a resistere al tempo.

ECCELLENTE QUALITA' DI TANNINI

Il Barbaresco 2015 è un vino sontuoso: colori intensi con prevalenza dei toni rubino e granati; profumi ampi e complessi, dominati dai sentori fruttati e fragranti, che in prospettiva si completeranno nelle note speziate; sapori pieni, robusti, compatti.

Grazie al clima, emerge un’eccellente qualità dei tannini che garantiscono certamente vini strutturati, eleganti e longevi.

La raccolta è iniziata in anticipo, a fine settembre. Le temperature estive hanno avuto picchi intorno ai 40° ma il caldo non ha causato nessun fenomeno di stress ai vigneti grazie alle abbondanti riserve idriche accumulate nei primi mesi dell’anno.

 

Il mese di settembre ha avuto un andamento positivo con una situazione ideale per garantire equilibrio ed intensità cromatica alle uve Nebbiolo.

2013

IL VINO

ANNATA "INTRIGANTE"

L’inverno 2013 è stato lungo, ma atipico, con temperature spesso miti: i picchi di freddo si sono avuti a febbraio, ma sono stati brevi. Anche le nevicate sono state poche e di scarsa entità. A primavera (da metà marzo a fine giugno), sono prevalse le piogge, frequenti e abbondanti.

La stagione estiva ha avuto un andamento climatico alterno, con brevi periodi di grande caldo, intervallati a bruschi temporali, spesso anche eclatanti. Il mese di settembre è stato perfetto, seguito da un ottobre da manuale, con le operazioni di raccolta iniziate il 10 di ottobre.

In sintesi, è stata un’annata classica, giustamente tardiva, con un quadro acido importante, che ha obbligato ad attendere la piena maturazione. È stata l’annata delle posizioni assolate e dei viticoltori più scrupolosi.

Si sono prodotti vini entusiasmanti, con bella ampiezza olfattiva, grande spessore sapido e lunga resistenza al tempo. Sono i vini prediletti da chi ama Barbaresco importanti con abbinamenti sontuosi.

Nel 2013, la vigna di Nebbiolo da Barbaresco era di 729 ettari e la produzione effettiva è stata di 4.681.737 bottiglie.

2012

IL VINO

ANNATA "IRRUENTE"

Dopo i primi mesi relativamente rigidi, il grande freddo è arrivato a febbraio 2012, con temperature per quindici giorni sempre sotto zero e punte notturne fino a – 15°. La situazione è migliorata a metà mese e, poi, a marzo, con un deciso aumento delle temperature a fine periodo. L’alternanza climatica è prevalsa tra aprile e metà giugno, con netto predominio di nubi e piogge.

 

L’estate è scoppiata a metà giugno con un primo periodo afoso. Il caldo è continuato anche a luglio, ma con frequenti temporali rinfrescamenti. Caldo ai limiti dell’afoso e secco è stato agosto. Solo nell’ultima parte è prevalso il clima autunnale che si è protratto anche in gran parte di settembre. La raccolta dei Nebbioli è tornata nei tempi canonici tra il 25 settembre e il 10 ottobre.

Nonostante l’irruenza di alcune fasi climatiche, il 2012 ha portato nei vini struttura e sostanza. Ampio il complesso olfattivo, inizialmente fruttato e poi in armonia tra frutto, etereo e spezie. Ottima anche la longevità.

Nel 2012, la superficie di Nebbiolo da Barbaresco era di 725 ettari con una produzione effettiva di 4.367.027 bottiglie.

2011

IL VINO

ANNATA "INUSUALE"

Il 2011 è stato climaticamente “non convenzionale”. La stagione più regolare è stato l’inverno, anche se non molto rigido e nevoso. La primavera è iniziata nel modo classico, ma a inizio aprile c’è stato molto sole e caldo esagerato per il periodo.

La stessa situazione si è avuta in buona parte di maggio. Fioritura e allegagione si sono svolte in anticipo e con regolarità. Tra fine maggio e inizio giugno, al caldo è subentrato un periodo “temperato” che è durato per gran parte dell’estate.

 

Le frequenti piogge hanno reso il vigneto rigoglioso e mai stressato. Dopo l’invaiatura precoce, la maturazione è stata accelerata dal caldo della seconda metà di agosto. A fine mese si è insediato il clima “autunnale” che è durato tutto settembre. I Nebbioli da Barbaresco sono stati raccolti nella seconda metà di settembre.

Potremmo definire il Barbaresco 2011 “maestoso e impeccabile”, un vino complesso e di grandi strutture sia all’olfatto che al sapore, capace di lusinghiere soddisfazioni.

Nel 2011, il potenziale del Barbaresco era di 680 ettari. La produzione effettiva è stata di 4.265.573 bottiglie.

2010

IL VINO

ANNATA "SORPRENDENTE"

Poca è stata la neve nell’inverno 2010, ma il freddo e il gelo hanno dominato il periodo da dicembre a marzo. Anche la primavera non ha riservato situazioni più favorevoli: solo l’ultima fase ha portato un po’ di caldo, in corrispondenza di fioritura e allegagione. Per il resto, freddo e pioggia hanno preso il sopravvento: addirittura, a portare le precipitazioni più copiose è stata l’ultima settimana di giugno.

Luglio è stato caldo, in certe settimane anche afoso, ma un agosto alterno, con forti piogge a metà mese, ha rallentato la maturazione. Il mese di settembre è stato buono, con buone escursioni tra giorno e notte nella prima parte. L’annata 2010 è stata tardiva, con la raccolta dei Nebbiolo a inizio ottobre e i risultati migliori laddove i viticoltori hanno messo a frutto la loro professionalità.

I Barbaresco 2010 sono vini di grandi armonie, profumi complessi e di sicura soddisfazione e sapori che accompagnano la struttura con lo stile dell’eleganza.

Nel 2010, il potenziale vitato del Barbaresco ha ribadito la stabilità raggiunta: 685 ettari, da cui sono state prodotte 4.329.067 bottiglie.

2009

IL VINO

ANNATA "GRANDIOSA"

Inverno rigido e nevoso (uno dei più nevosi in assoluto) è stato quello del 2009, un inverno che ha ritardato anche la ripresa vegetativa. La primavera, iniziata con il bel tempo, si è presto caricata di piogge per tutto aprile. Maggio, uno dei più caldi degli ultimi tempi, ha risistemato le cose sia per l’evoluzione vegetativa che per la produzione, favorendo fioritura e allegagione.

 

I mesi di giugno, luglio e i primi giorni di agosto sono stati alterni, con brevi tratti di caldo e periodi più freschi. Il cambio si è avuto tra il 7 e il 10 agosto, con caldo deciso fino al 23 dello stesso mese. Un settembre secco e caldo ha favorito la vendemmia, iniziata il 21 del mese. Alcune piogge nella seconda parte di settembre hanno accelerato la maturazione.

 

Quanto ai vini, la struttura è il carattere distintivo,

accompagnato da ottimi colori, ampiezza di profumi e armonia tra alcool e acidità. C’è chi ha parlato di similitudine con il 2004, ma il 2009 si è rivelato più strutturato e longevo.

Nel 2009, la superficie vitata è rimasta abbastanza stabile: 690 ettari dai quali sono state prodotte 4.348.933 bottiglie.

2008

IL VINO

ANNATA "BELLA"

Contrariamente al precedente, l’inverno 2008 ha ripristinato il clima rigido, con buone precipitazioni nevose. La primavera è iniziata in modo regolare, ma nell’ultima parte (tra metà maggio e metà giugno) ha dato sfogo a forti precipitazioni, che hanno rinfrescato il clima e aumentato le riserve idriche, con alcuni problemi per l’allegagione e per la difesa fitosanitaria dalla Peronospora.

 

L’estate è proseguita con un andamento alterno, senza temperature eccessive. Dopo la metà di agosto e l’ennesimo temporale, è iniziato un lungo periodo di tempo bello e stabile, protrattosi fino a metà ottobre. Pertanto, l’annata 2008 è stata tardiva e la raccolta si è sviluppata con regolarità e senza fretta nella prima quindicina di ottobre.

Annata grande si è rivelato il 2008 per il Barbaresco, soprattutto per la bella pienezza e la grande struttura, ma senza trascurare la raffinata eleganza, ovvero il carattere prezioso e distintivo di questo vino in tutta la sua storia produttiva.

Nel 2008, a una superficie vitata iscritta all’Albo di 700 ettari è corrisposta una produzione effettiva 4.417.067 bottiglie.

2007

IL VINO

ANNATA "PRONTA"

Nella zona del Barbaresco, l’inverno e la primavera 2007 sono stati miti e poveri di precipitazioni, sia nevose che piovose, anticipando la germogliazione della vite di circa un mese rispetto alla norma.

Da fine maggio e nei mesi successivi, il clima ha alternato il caldo e i temporali, con notti abbastanza fresche.

 

Questo ha poco per volta ridotto la precocità dell’annata, evitando alla pianta anche forti situazioni di stress. Il vigneto ha prodotto uve belle, sane e ricche di struttura zuccherina e acida, con maturazione ottimale. La vendemmia è iniziata a metà settembre e si è conclusa prima della fine del mese.

Il Barbaresco 2007 è la conseguenza di questa particolare evoluzione climatica: il colore è ricco, il complesso aromatico esprime ampiezza e grande intensità, il sapore annota una struttura piena, ma elegante. Lunga è la persistenza aromatica. Rispetto al 2006 il Barbaresco 2007 è un vino più aperto e pronto all’assaggio e al consumo.

I dati economici 2007 rivelano una superficie vitata iscritta all’Albo del Barbaresco di 699 ettari e una produzione effettiva di 4.305.307 bottiglie.

2006

IL VINO

ANNATA "ELEGANTE"

L’inverno 2005/2006 ha portato finalmente buone precipitazioni nevose, mentre la stagione primaverile è stata un po’ avara di pioggia, creando i primi rischi di carenza idrica, placati poi dal clima piovoso della seconda metà di giugno. L’estate, iniziata con i temporali, è tornata al clima secco con un luglio tra i più caldi fino a quel momento e un inizio di agosto sullo stesso stile.

 

La parte centrale di agosto ha riportato acqua e rinfrescamento, annullando la precocità maturata nei mesi precedenti.

Le piogge tra il 24 ed il 26 settembre hanno soltanto creato qualche problema di rallentamento della vendemmia. Il 2006 è stata, quindi, la classica annata continentale, con la vendemmia delle uve Nebbiolo da Barbaresco tra fine settembre e inizio ottobre.

Il Barbaresco 2006 ha proposto da subito bella struttura, notevole pienezza e rotondità, un modo di essere che gli ha consentito fin da giovane di proporre la sua veste di vellutata eleganza.

I dati economici del Barbaresco Docg 2006 parlano di una superficie vitata a Nebbiolo di 695 ettari e una produzione effettiva di 4.190.767 bottiglie.

2005

IL VINO

ANNATA "NERVOSA"

Nel 2005, la vendemmia delle uve Nebbiolo da Barbaresco si è conclusa a fine settembre, con un discreto anticipo rispetto a un’annata classica. Il decorso climatico ha portato un inverno povero di neve e una primavera più umida, che ha sopperito alle carenze idriche preesistenti. L’inizio dell’estate ha regalato temperature elevate già a inizio mese; è seguito un luglio contraddittorio, fresco nella prima parte e caldo nella seconda, con un agosto alterno, mai afoso e mai piovoso.

 

Quando la siccità cominciava a farsi sentire, la grande perturbazione che ha interessato l’Italia del Nord il 20 e 21 agosto ha portato la giusta umidità, con un impatto positivo sul prosieguo della stagione. Dopo alcune piogge d’inizio settembre, il mese è proseguito con caldo e secco, favorendo una vendemmia precoce e meno fertile del 2004.

Il tempo ha assecondato l’evoluzione in cantina, regalando un vino di ottima struttura, ampio all’olfatto, di grande spessore in bocca, inizialmente con un tannino un po’ spigoloso.

I 685 ettari vitati della zona di origine nel 2005 hanno prodotto 3.717.866 bottiglie di Barbaresco DOCG.

2004

IL VINO

ANNATA "FERTILE"

Dopo il 2003 caratterizzato da siccità e caldo record, il 2004 ha proposto un clima più alterno, fresco e con maggiori precipitazioni.

Il Barbaresco 2004 è nato all’insegna di un maggior equilibrio climatico, con un’estate calda ma con frequenti interruzioni rinfrescanti e da un mese di settembre che ha regalato giornate assolate e ventilate.

La raccolta del Nebbiolo da Barbaresco è iniziata tra fine settembre e inizio ottobre e si è completata verso la metà del mese. L’abbondanza favorita da un’annata di per sé fertile e dal clima favorevole durante la fioritura è stata attenuata dagli attenti diradamenti estivi.

L’armonia climatica si è trasferita nel frutto e poi nel vino, il cui profumo si è presentato da subito ampio ed elegante, con note fruttate oggi evolute, accompagnate da decisi sentori eterei e speziati. Il sapore è pieno e caldo, ma con una struttura intensa ed elegante.

Il potenziale viticolo del Barbaresco DOCG nell’annata 2004 disponeva di una superficie vitata di 680 ettari, dai quali è scaturita una produzione effettiva di 3.982.133 bottiglie da 0,75 litri.

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